
Pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale il 31 dicembre 1989, la legge Doubin è ora iscritta all’articolo L.330-3 del Codice di commercio. Mentre il principio giuridico della franchising rimaneva estremamente vago fino ad allora, questo testo ha permesso di chiarire alcuni punti. Da ora in poi, il fatto di mettere a disposizione di un’altra persona un marchio, un nome commerciale o un’insegna richiede di rispettare determinate condizioni. Si tratta in particolare di fornire all’operatore potenziale un’informazione chiara, materializzata in un Documento di Informazione Preliminare (DIP), affinché possa impegnarsi in piena consapevolezza. In caso contrario, il mancato rispetto della legge Doubin esporrebbe a sanzioni pesanti.
Quali sono i tipi di contratto interessati dagli obblighi della legge Doubin?
La legge Doubin e il suo corollario, l’obbligo di fornire un DIP prima di qualsiasi firma di contratto di associazione, mirano innanzitutto ai contratti di franchising. In questo modo, un potenziale franchising avrà tutte le informazioni necessarie per investire in un’attività sana e prevedere fatturati, condizioni di attività e profitti possibili.
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Tuttavia, la legge mira anche ad altri contratti meno noti, come l’affiliazione o la concessione. Pertanto, consultare avvocati specializzati in diritto della franchising, esperti dello studio Gouache ad esempio, ti permetterà di comprendere meglio i tuoi obblighi e i tuoi diritti, a seconda del ruolo che giocherai nell’associazione che stai considerando.
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La multa penale, la più lieve delle sanzioni in caso di mancato rispetto della legge Doubin
Per il franchisor, non rispettare l’obbligo di informazione stabilito all’articolo L.330-3 del Codice di commercio può comportare innanzitutto una multa. Questo sarà il caso se il DIP non viene fornito almeno 20 giorni prima della data prevista per la firma del contratto.
In tal caso, sarà necessario fare riferimento all’art. 131-13 del Codice penale per comprenderne l’importo. Si tratta quindi di una multa di 5ª classe, che impone all’autore di versare la somma di 1500 euro al Tesoro Pubblico. Questa somma salirà a 3000 euro in caso di recidiva.

Una sanzione più seria: l’annullamento del contratto di franchising o di associazione di imprese
Ma attenzione, le sanzioni previste in caso di violazione della legge Doubin saranno più serie se la firma di un contratto di franchising avviene in assenza di comunicazione di un DIP, o se le informazioni in esso contenute risultano errate. In tal caso, potrebbero essere avviate azioni legali presso un giudice.
E quest’ultimo pronuncerebbe l’annullamento puro e semplice del contratto! Ne deriverebbero diverse conseguenze probabili, e in particolare:
L’obbligo per il franchisor di versare danni e interessi al franchising;
L’obbligo per il franchisor di restituire i diritti d’ingresso versati dal franchising alla firma del contratto.
Le sanzioni previste in caso di condanna per pubblicità ingannevole o frode
Infine, le azioni legali avviate in caso di mancato rispetto della legge Doubin si svolgerebbero in virtù di testi gravosi di conseguenze. Si tratta dell’articolo 313-1 del Codice penale e dell’articolo L. 121-6 del Codice del consumo.
Questi articoli saranno mobilitati se le informazioni contenute nel DIP risultano false. In caso di azioni legali avviate contro di te per tali motivi, assicurati di scegliere il giusto avvocato per gestire il tuo caso.
Infatti, questi testi hanno lo scopo di disciplinare i reati di frode e pubblicità ingannevole. E comportano multe molto pesanti per le persone giuridiche, ma anche pene detentive per le persone fisiche.